Il caos del decreto Tariffe e i nuovi LEA

Feb 10, 2025

Nel novembre 2024 il Ministero della Salute ha reso noto la pubblicazione del nuovo “decreto tariffe” che, dopo oltre 20 anni, aggiorna i nomenclatori per la specialistica ambulatoriale e la protesica. Tale provvedimento, fondamentale per l’accesso ai nuovi Livelli Essenziali di Assistenza, ha aggiornato dopo 28 anni il nomenclatore delle prestazioni di specialistica ambulatoriale e, dopo 25 anni, quello dell’assistenza protesica fermi rispettivamente al 1996 e al 1999.

Questo pacchetto di nuovi livelli essenziali di assistenza del S.S.N. (LEA) ha rappresentato un passo importante per i cittadini in quanto con la sua previsione si è cercato di garantire equità nell’accesso alle cure su tutto il territorio nazionale e la possibilità per i cittadini di beneficiare – gratuitamente o dietro il pagamento del ticket – di nuove cure a carico del S.S.N.

Le nuove patologie inserite

Infatti, le patologie inserite e le prestazioni garantite dal nuovo pacchetto variano su vari fronti ed includeranno una vasta gamma di servizi. Nel pacchetto è previsto anche l’inserimento di numerose patologie nell’elenco delle malattie rare; tra di esse viene ad esempio inserita la diagnosi e il monitoraggio gratuito della celiachia, gli screening neonatali per alcune patologie, l’ingresso della diagnostica molecolare nel regime pubblico, diversi ausili informatici e di comunicazione per disabili, ma anche esami e viste per tener sotto controllo i disturbi alimentari come bulimia e anoressia.

Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) più accessibile

Particolare rilievo viene data anche alla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) che sino ad oggi era garantita solo in alcune Regioni oppure era completamente a pagamento dal privato. Grazie al decreto le PMA saranno completamente coperte dal S.S.N. rendendo più accessibile il supporto per le coppie che affrontano difficoltà nel concepimento. Così come viene garantito l’accesso a strumenti diagnostici avanzati e trattamenti specifici per la diagnosi e cura della endometriosi, patologia molto diffusa e invalidante.

Terapie oncologiche e Servizio Sanitario Nazionale

Inoltre, il S.S.N. garantirà nuove terapie oncologiche e quindi saranno disponibili trattamenti innovativi come l’adroterapia (si tratta di una forma particolare di radioterapia utilizzata per la cura di alcune tipologie di tumori. A differenza della radioterapia convenzionale, che utilizza i raggi X o elettroni, l’adroterapia utilizza radiazioni costituite da particelle più pesanti, come protoni e ioni carbonio) e un nuovo tipo di radioterapia (stereotassica o quella con braccio robotico).

Le difficoltà dell’entrata in vigore

Orbene, nonostante l’importanza del nuovo pacchetto LEA, teso appunto a garantire al cittadino di poter beneficiare delle prestazioni previste con l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze regionali nell’accesso alle cure, la sua entrata in vigore, prevista per il 30.12.2024, è stata estremamente caotica. Nel giorno fissato per la sua entrata in vigore, il TAR del Lazio, a seguito un ricorso firmato da circa 350 strutture sanitarie accreditate e sostenuto dalle principali associazioni di categoria, ha sospeso cautelativamente la sua applicazione.

Secondo i ricorrenti il decreto si basa su una scarsa analisi delle condizioni economiche attuali, non tiene conto dell’aumento e nel suo complesso porta ad una violazione dei principi costituzionali di efficienza e buon andamento della pubblica amministrazione. Infatti, l’applicazione immediata del nuovo pacchetto e della spesa ad esso correlata avrebbe causato gravi danni alle strutture ospedaliere in piano di rientro e avrebbe gravemente compromesso la presa in carico del paziente e la qualità degli esami clinici prevedendo tagli ai rimborsi fino al 70%, sia per gli ospedali pubblici sia per i centri privati accreditati (il tariffario è identico per le due categorie), comportando altresì pesanti perdite per le strutture sanitarie italiane. Oltre ad essere correlata agli insufficienti fondi alla Sanità inclusi nella Legge di Bilancio.

Questo colpo di scena ha gettato nel caos molte Regioni in quanto le piattaforme delle Asl avevano già iniziato a utilizzare i nuovi codici. Tuttavia, immediatamente dopo la emissione del provvedimento cautelare di sospensione, l’Avvocatura di Stato ha depositato l’istanza di revoca del provvedimento stesso in quanto, la sospensione avrebbe potuto determinare un blocco del sistema di prescrizione, prenotazione ed erogazione, con conseguente disservizio all’utenza e ritardi nell’erogazione delle prestazioni e, in ultima analisi, con un impatto sulla salute dei pazienti.

Pertanto, il Tar Lazio “preso atto della dichiarata gravità delle conseguenze della sospensione del decreto in esame (…) con un impatto sulla salute dei pazienti”, il 31.12.24 ha così deciso di accogliere l’istanza di revoca, confermando la fissazione alla Camera di consiglio del 28 gennaio 2025. La “gravità” delle conseguenze della sospensione a cui fa riferimento il Tar lazio è riferita al caos che aveva scatenato la sospensione, che difatti aveva mandato in tilt il sistema operativo delle Regioni che avevano già avviato il nuovo nomenclatore/tariffario.

Su questa incresciosa situazione è stata presentata anche una interrogazione parlamentare: nel testo (a firma degli On. Girelli, Furfaro, Ciani, Malavasi e Stumpo) emerge la preoccupazione per la situazione di incertezza vissuta dai cittadini nei primi giorni dell’anno a causa dei problemi relativi a codici e dizioni non corrispondenti a quanto previsto dalla norma. Problemi che hanno portato a rifiutare le nuove ricette con notevole disagio per i pazienti e le loro famiglie costretti a stressanti andirivieni per ottenere una prenotazione (in alcuni casi è stato necessario compilare a mano le ricette per l’impossibilità di utilizzo di sistemi informatici bloccati). Per queste ragioni gli Onorevoli interroganti hanno chiesto al ministro della Salute quali iniziative di competenza intenda intraprendere per rispondere alle giuste esigenze portate avanti dagli operatori sanitari relativamente alle tariffe da adeguare alle famiglie.

A seguito dell’udienza del 28.1.25, le nuove tariffe per le prestazioni di specialistica ambulatoriale e protesica in attuazione dei Livelli essenziali di assistenza erogati dal Servizio sanitario nazionale, restano in vigore. Infatti con il Tar del Lazio Sezione III nell’ordinanza n. 696/2025 ha rigettato la richiesta di sospensiva del Dpcm che era stata presentata dagli ambulatori privati accreditati ed ha fissato al 27 maggio prossimo l’udienza di merito.

Di fronte a tale rigetto solo alcune associazioni della sanità privata hanno espresso un parere favorevole, le altre hanno manifestato il loro dissenso sostenendo che le nuove tariffe rendono impossibile sostenere i costi operativi. A tal proposito il ministro della Salute, Orazio Schillaci, durante il question time alla Camera ha ribadito le maggiori risorse stanziate per l’entrata in vigore dei nuovi Lea e delle tariffe aggiornate, dichiarando peraltro che il processo di aggiornamento sarà continuo e che già quest’anno verranno riesaminate.

Ci auguriamo che il contrasto sorto con le associazioni della sanità privata possa essere valutato in modo adeguato dagli organi competenti e soprattutto che non vada a pregiudicare in alcun modo i pazienti, specialmente in determinate aree geografiche nelle quali la difficoltà applicativa da parte delle strutture convenzionate dei nuovi tariffari potrebbe compromettere le prestazioni sanitarie e la qualità del servizio offerto.

Articolo a cura dell’Avv. Antonella Toma, volontaria dell’associazione Gemme Dormienti ETS presso la sede di Bari

Bibliografia:

PNRR Salute Ministero della Salute