Il melanoma è un tumore maligno della cute, che origina dai melanociti, le cellule che producono la melanina. La melanina è il pigmento responsabile della colorazione della pelle e protegge la pelle dai danni indotti al DNA dai raggi ultravioletti (UV).
Tuttavia, la funzione della melanina sembra essere molto più ampia della sola funzione di schermo, infatti è presente in altri distretti corporei non esposti ai raggi UV e sembra avere un ruolo ben definito nello sviluppo della malattia di Parkinson.
Il melanoma rappresenta circa il 5% di tutti i tumori cutanei, ma è il più aggressivo e causa oltre il 75% delle morti per tumore della pelle. In Italia si contano ogni anno circa 15.000 nuovi casi, con un incremento costante negli ultimi decenni, soprattutto tra i giovani adulti (tra i 30 e i 50 anni). L’incidenza è più alta nei paesi occidentali con popolazione a pelle chiara ed elevata esposizione solare, come Australia, Nuova Zelanda, Nord Europa e Stati Uniti.
Melanoma in gravidanza e comorbidità
Lo sviluppo del melanoma sembra essere correlato ad alterazioni della sorveglianza immunitaria. Infatti, la sua frequenza aumenta in soggetti che si trovano in condizioni particolari; per esempio è il tumore maligno più comune durante la gravidanza e la sua frequenza raddoppia nei soggetti che hanno subito un trapianto. In entrambe queste condizioni si osserva una ridotta o alterata sorveglianza immunitaria.
Alcuni studi suggeriscono che obesità, diabete tipo 2, ipertensione e dislipidemia possono aumentare il rischio di melanoma, sottolineando la necessità di seguire regimi terapeutici rigorosi e fare accurata diagnosi precoce. Malgrado la loro gravità, questi dati però non devono spaventare, perché controlli dermatologici accurati e periodici permettono comunque la identificazione precoce e risolutiva delle lesioni sospette.
Cause e fattori di rischio
Le principali cause del melanoma sono ambientali, genetiche e fenotipiche. La esposizione eccessiva ai raggi UV, sia naturali (sole) che artificiali (lampade abbronzanti), è il principale fattore di rischio. In particolare, le scottature solari in età pediatrica aumentano il rischio.
Il fototipo cutaneo (cioè la quantità di melanina nella cute) è un fattore specifico importante, infatti le persone con pelle chiara, capelli biondi o rossi, occhi chiari e che si scottano facilmente, sono soggetti più a rischio. Anche alcune mutazioni genetiche giocano un ruolo nello sviluppo del melanoma, soprattutto nelle rare forme familiari. Altri fattori di rischio includono un numero elevato di nei, presenza di nei atipici, familiarità per melanoma, immunosoppressione (esempio in pazienti trapiantati) e inquinanti ambientali.
Prevenzione e protezione
La prevenzione del melanoma si basa su una combinazione di strategie comportamentali, mediche e genetiche. La prevenzione primaria consiste nell’evitare l’esposizione solare nelle ore centrali della giornata, utilizzare filtri solari (SPF ≥30), indossare abbigliamento protettivo eD evitare le lampade abbronzanti.
La prevenzione secondaria consiste nell’eseguire controlli dermatologici periodici e praticare l’autoesame applicando la regola dell’ABCDE (ricerca di lesioni cutanee con Asimmetria, Bordi irregolari, Colore irregolare, Diametro superiore a 6 mm, Evoluzione).
In presenza di familiarità o mutazioni genetiche predisponenti, può essere indicato il counseling genetico e la sorveglianza clinica dermatologica regolare.
Uno studio di particolare interesse pubblicato nel 2025 indica una associazione significativa tra bassi livelli di vitamina D e aumento del rischio di sviluppare melanoma, sottolineando ancora una volta l’importanza della sorveglianza immunitaria. L’esposizione al sole deve essere corretta, non eccessiva ma neppure troppo scarsa, poiché l’esposizione al sole è il principale meccanismo di regolazione endogena della sintesi di vitamina D.
Terapie
L’asportazione chirurgica guarisce il melanoma, se eseguita in fasi precoci, perciò la diagnosi precoce è molto importante.
Tuttavia, oggi anche nelle fasi avanzate sono disponibili strategie terapeutiche efficaci, in particolare la target therapy e l’immunoterapia, che permettono di tenere sotto controllo il rischio di metastasi. La ricerca farmaceutica sta sviluppando nuovi farmaci sempre più efficaci e attualmente è in fase di studio anche un vaccino.
Conclusione
Il melanoma è un tumore aggressivo, ma in molti casi curabile o prevenibile. La consapevolezza dei fattori di rischio e l’adozione di comportamenti protettivi fin dall’infanzia possono ridurre in modo significativo il rischio di sviluppare un melanoma, soprattutto attraverso la accurata diagnosi precoce e il controllo dei fattori predisponenti.
Articolo a cura del dott. Antonio Facchiano, oncologo presso IDI-IRCCS di Roma
Bibliografia
Neuromelanin and selective neuronal vulnerability to Parkinson’s disease (2025)
