Trattamento del linfedema attraverso la flora microbica intestinale

Nov 14, 2025

Policlinico Gemelli di Roma: al via uno studio innovativo sul trattamento delle cronicità del linfedema

Presso il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS è stato avviato uno studio clinico sperimentale coordinato dal Prof. Stefano Gentileschi, direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia Plastica, volto a indagare il possibile ruolo della flora microbica intestinale in pazienti affette da linfedema che presentano episodi infiammatori e infettivi ricorrenti.

L’obiettivo è quello di comprendere meglio i meccanismi biologici alla base della malattia e valutare se eventuali alterazioni del microbiota possano influire sulla frequenza e sulla gravità delle riacutizzazioni infiammatorie.

Il linfedema è una patologia cronica causata da un anomalo accumulo di linfa nei tessuti, che determina gonfiore, dolore e una sensazione di pesantezza, in particolare agli arti superiori o inferiori.

Si distingue in linfedema primitivo, di origine congenita, e linfedema secondario, che può insorgere a seguito di interventi chirurgici, traumi, infezioni o trattamenti oncologici.

Oltre al disagio estetico e funzionale, il linfedema può essere aggravato da episodi ricorrenti di linfangite, erisipela o cellulite, condizioni che comportano arrossamento, dolore, calore cutaneo e, nei casi più severi, febbre.

Durante questi episodi, il gonfiore tende a peggiorare e il drenaggio linfatico può subire un ulteriore danno, creando un circolo vizioso che complica la gestione clinica della patologia.

Nonostante le terapie riabilitative, la cura della pelle e l’uso della compressione elastica, molte pazienti sperimentano recidive frequenti, che richiedono cicli di antibiotici o profilassi periodiche.

Il ruolo del microbiota intestinale nel linfedema: una nuova frontiera di ricerca

Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha evidenziato come il microbiota intestinale — l’insieme dei miliardi di microrganismi che abitano il nostro intestino — svolga un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’equilibrio immunitario e infiammatorio dell’organismo.

Alterazioni della flora batterica (disbiosi) possono contribuire all’insorgenza o al peggioramento di diverse malattie croniche, tra cui quelle a base infiammatoria.

Partendo da queste premesse, il gruppo di ricerca guidato dal Prof. Gentileschi ha ipotizzato che anche nel linfedema possano esistere correlazioni tra composizione del microbiota e frequenza degli episodi infiammatori. Analizzare queste correlazioni potrebbe permettere di individuare nuovi marcatori biologici di rischio e, in futuro, aprire la strada a strategie terapeutiche personalizzate, basate sul riequilibrio della flora intestinale attraverso alimentazione, probiotici o altri interventi mirati.

Chi può partecipare allo studio?

Lo studio prevede l’arruolamento di pazienti di età compresa tra i 18 e gli 85 anni affette/i da linfedema primitivo o secondario dell’arto superiore o inferiore.

Per aderire al programma è necessario che le/i partecipanti abbiano avuto almeno tre episodi di linfangite, erisipela o cellulite nell’ultimo anno.

Possono, inoltre, aderire anche persone che abbiano una malattia oncologica in remissione, purché non siano in corso terapie oncologiche attive.

La partecipazione non comporta alcun costo per l’utenza e non richiede procedure invasive. Tutte le informazioni raccolte saranno trattate nel rispetto della privacy e della normativa vigente in materia di studi clinici.

Un impegno per la ricerca e la qualità di vita dei pazienti

Attraverso questo progetto, il Policlinico Gemelli conferma la propria vocazione alla ricerca traslazionale e al miglioramento della qualità di vita delle persone affette da patologie croniche.

Lo studio intende fornire nuove conoscenze scientifiche e gettare le basi per approcci terapeutici innovativi, in grado di affiancare le attuali strategie di cura e riabilitazione.

Per ulteriori informazioni o per manifestare il proprio interesse a partecipare, è possibile scrivere a: annaamelia.caretto@guest.policlinicogemelli.it

Articolo redatto dalla dott.ssa Marianna Iacobucci