La fame

Jan 17, 2025

Si ricomincia a gennaio dopo le festività natalizie, periodo durante il quale tutte e tutti abbiamo rimandato i buoni propositi alimentari al nuovo anno!

Mi sembra di vedervi lì a tavola con me, che ci scambiamo sguardi di supporto nel momento esatto in cui quel parente, che dopo un pasto più abbondante, dice: “da domani a dieta”, “da domani brodino!”, senza pesare e pensare alle parole.

Quando si parla di dieta e di alimentazione, la maggior parte delle persone pensa subito che per dimagrire dovrà “fare la fame”.

Molto spesso mi sono sentita dire “La dottoressa mi ha mandato il piano alimentare e ho paura di fare la fame” oppure “Ho sempre fame, come seguirò la dieta?” e altri simili dubbi.

Cos’è la fame?

Ma che cos’è esattamente la fame? Prima di iniziare, è doveroso precisare che ne conosciamo almeno 9 tipi diversi:

  • Fame degli occhi
  • Fame del naso
  • Fame delle orecchie
  • Fame del tatto
  • Fame della bocca
  • Fame dello stomaco
  • Fame cellulare
  • Fame della mente
  • Fame del cuore

In questo articolo mi soffermerò sulle ultime tre forme, quelle considerate “più famose”, ovvero la fame cellulare, anche detta fame fisica, e la fame della mente e fame del cuore, che rientrano nel concetto di fame emotiva. Come si distinguono? Il confine è sottile e alcune volte si sovrappongono.

La fame fisica

La fame fisica viene considerata un bisogno fisiologico, compare in momenti specifici della giornata e si può manifestare con un calo di energia e concentrazione, ma anche con segnali come nervosismo e irritazione. Lo stimolo della fame fisica arriva piano piano, in genere crescendo esponenzialmente, e costituisce un segnale che parte a livello dello stomaco.

Spesso questa necessità può aspettare e si può “placare” con qualsiasi alimento, avvertendo dopo una sensazione di soddisfazione se non proprio di sazietà.

Fame emotiva

Al contrario della fame fisica, la fame emotiva o fame nervosa non è un vero bisogno fisiologico e nasce per gestire un’emozione che sia stress, ansia o noia che crea un disagio a livello di emozioni.

La fame emotiva preferisce i “comfort foods” e necessita di essere gestita nel minor tempo possibile, e va oltre il senso di sazietà, creando poi un senso di colpa.

Una precisazione importante va fatta: la fame emotiva non è un problema a prescindere, se ogni tanto abbiamo voglia di coccolarci con il nostro cibo preferito e in quantità piccole va bene. Dobbiamo imparare a gestire l’impulso quando lo consideriamo l’unica soluzione ai nostri problemi.

Si può lavorare sulla fame emotiva? Certamente sì!

Consigli su come gestire la fame

Ecco alcuni consigli: il primo, nonché quello a cui tengo di più, è di essere seguiti o farsi accompagnare da uno specialista nel percorso per riconoscere ed imparare ad affrontare le proprie emozioni; tenere un diario alimentare e scrivere ciò che si prova e perché in quel momento si sente il bisogno di mangiare; non privarsi mai di nulla e fare diete troppo restrittive e di difficile applicazione quotidiana; essere concentrati sul pasto senza distrazioni come tv o cellulare.

È fondamentale riconoscere e comprendere le diverse tipologie di fame che possono manifestarsi, specialmente durante le festività. Questi momenti di celebrazione possono portare a un’eccessiva indulgenza e a una connessione emotiva con il cibo che, se non gestita, può sfociare in momenti di disagio.

Ricordiamoci che il cibo è un mezzo per condividere momenti speciali, ma non deve diventare una fonte di stress. Invece, possiamo scegliere di celebrare con gratitudine, moderazione e consapevolezza, creando ricordi positivi che vanno oltre il semplice atto di mangiare.

Articolo a cura della Dott.ssa Eugenia Cortesi, biologa nutrizionista e referente dell’area nutrizione dell’associazione Gemme Dormienti