Legge 104/92, diritti,integrazione sociale e assistenza dei portatori di handicap

Giu 30, 2024

La legge 104/92 è stata emanata dal legislatore per dettare i principi generali inerenti “diritti, integrazione sociale e assistenza della persona handicappata” (art.2 L.n.104/1992) e assicurare un adeguato sostegno, sia agli individui disabili, sia ai familiari che in molti casi sono chiamati a prendersi cura di loro.

Pertanto le sue finalità sono certamente quelle di garantire il rispetto della dignità umana e dei diritti della persona disabile all’interno di tutti gli ambiti della vita sociale (famiglia, scuola, lavoro e società), nel prevenire e rimuovere tutte quelle circostanze che minano l’autonomia del disabile, la realizzazione piena dei suoi diritti civili, perseguire, dove possibile, il pieno recupero della persona mediante l’ausilio di servizi e prestazioni ed infine predisporre interventi per contrastare e debellare l’emarginazione del disabile.

La norma è generalmente indirizzata alle persone disabil[1] e pertanto il requisito cardine è rappresentato dal riconoscimento di un handicap che, ai sensi del comma 1 dell’art. 3 della Legge, non va riferito esclusivamente alla patologia in sé, ma contestualizzato alle oggettive difficoltà socio-lavorative e relazionali cui dà vita. Diverso è quanto previsto dall’art.3 comma 3 la c.d. “situazione di gravità[2] che invece diventa requisito dirimente di alcune delle agevolazioni previste.

L’accertamento per il riconoscimento dell’handicap

Le tutele e i diritti previsti dalla Legge 104 passano attraverso l’accertamento delle minorazioni effettuato dalle apposite commissioni mediche istituite presso le unità sanitarie locali ASL.

L’iter procedurale, sostanzialmente uguale a quello per il riconoscimento della invalidità civile, prevede che il proprio medico di base predisponga il certificato medico introduttivo (compila un predisposto modello cod.SS3 nel quale certifica la disabilità del soggetto per il quale si fa domanda, elencando tutte le patologie che lo riguardano e lo invia telematicamente all’INPS dall’apposita sezione del portale), successivamente l’interessato deve procedere ad inoltrare domanda per “accertamento dell’handicap” quale requisito sanitario che dà diritto poi alle agevolazioni della Legge 104.

Patologie oncologiche e legge 104

Una volta presentata la domanda, nei successivi 30 giorni – 15 gg per patologie oncologiche – il richiedente sarà convocato a visita. all’esito della visita la Commissione è chiamata a decretare o meno lo stato di disabilità; il riconoscimento di tale stato può essere: definitivo (qualora il quadro patologico sia irreversibile o addirittura ingravescente e non vi saranno future visite di revisione) oppure “temporaneo” quindi soggetto a revisione (con nuova e successiva chiamata a visita) ad una certa data.

Agevolazioni fiscali

L’integrazione quale fulcro della legge 104 passa attraverso vari tipi di agevolazioni riguardanti i disabili. Ad esempio i destinatari della Legge 104 possono usufruire di detrazioni fiscali del 19% e l’applicazione dell’iva agevolata al 4% per l’acquisto di supporti tecnici e informatici ad esempio: modem, computer, telefonia in genere, apparecchiature di domotica domestica, mezzi necessari a facilitare la vita del disabile. Specifiche agevolazioni esistono anche per le spese mediche e l’acquisto di veicoli.

Permessi retribuiti

Menzione speciale tra le agevolazioni deve farsi per i “permessi retribuiti” previsti dall’art. 33 al comma 3 della Legge 104: consistono nel permesso, retribuito sulla base della retribuzione effettivamente corrisposta e coperto anche ai fini pensionistici da contribuzione figurativa, di astenersi da lavoro.

Occorre subito evidenziare che il legislatore, in attuazione della Direttiva Europea 2019/1158, ha emanato il D.lgs n. 105/2022 che, in vigore da agosto 2022, ha modificando l’art. 33 della Legge 104 introducendo alcune novità su questi permessi.

L’agevolazione in parola è riconosciuta a determinati soggetti ed in presenza di alcuni requisiti, difatti possono fruire dei permessi secondo quanto stabilito all’art.33 comma 3: in prima persona coloro che disabili siano affetti da handicap in situazione di gravità nonché i familiari del disabile in situazione di gravità, vale a dire il coniuge o i genitori, i parenti o affini entro il secondo grado della persona disabile in situazione di gravità; eccezionalmente estesa al terzo grado laddove i genitori o il coniuge della persona disabile in situazione di gravità abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti (ovvero assenti fisicamente o giuridicamente).

Riconoscimento ed equiparazione delle unioni civili

In merito alle persone che assistono il disabile, una grande conquista sociale è stata possibile dopo l’entrata in vigore della legge Cirinnà (Legge n. 76/2016); mediante anche la pronuncia delle Corte costituzionale con sentenza n.213/2016, in quanto si è concretizzata la possibilità di equiparare la figura del convivente di fatto e della parte dell’unione civile alle più conosciute figure familiari o parentali del disabile, vale a dire coniuge, parenti, affini (INPS Circolare n. 38/2017 e Circolare n. 36/2022)[3].

Prassi vuole che una copia della domanda per ottenere i permessi retribuiti venga inviata anche al datore di lavoro per semplice conoscenza.

Ad ogni modo, nella circolare n. 39/2023 l’INPS spiega dettagliatamente quali procedure seguire per una corretta istruttoria della pratica.

Congedo straordinario

Vi è poi la possibilità di richiedere il congedo straordinario di cui alla Legge 104.

Durante tale periodo il dipendente conserva il posto di lavoro, non ha diritto alla retribuzione e non può svolgere alcun tipo di attività lavorativa.

La domanda per ottenere il congedo straordinario – corredata dal certificato della Commissione medica attestante la disabilità grave- va presentata all’INPS inviandola sempre telematicamente tramite i consueti canali. L’INPS una volta elaborata la domanda comunicherà l’esito al richiedente. Chi usufruisce del congedo ha diritto a percepire un indennizzo, solitamente quantificato in virtù di tutte le voci fisse della retribuzione percepita nell’ultimo mese di lavoro precedente al periodo di congedo straordinario; l’importo dell’indennità a carico dell’INPS viene solitamente anticipata dal datore di lavoro.

Il raggiungimento di una piena dignità sociale delle persone disabili non può prescindere dal grado di autonomia personale cui l’individuo può aspirare; in tale ottica risultano fondamentali le seguenti agevolazioni fiscali per i soli disabili in situazione di gravità: come ad esempio:

  • detrazione fiscale del 19% della spesa sostenuta per l’acquisto dei mezzi di locomozione,
  • aliquota iva ridotta al 4% sull’acquisto del veicolo,
  • l’esenzione dal pagamento dell’imposta di bollo sull’auto
  • l’esenzione dall’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà al PRA.

Note

[1] Ai sensi del comma 1 art.3.” “colui o colei che presenta minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o emarginazione.

[2] Comma 3 art.3 “qualora la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l’autonomia personale, correlata all’età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione, la situazione assume connotazione di gravità. Le situazioni riconosciute di gravità determinano priorità nei programmi e negli interventi dei servizi pubblici.

[3]L’art.33 offre anche contezza della misura dei permessi, stando alla norma si evince che il lavoratore disabile, in situazione di gravità, ha facoltà di ottenere e beneficiare alternativamente di: 2 ore di permesso giornaliero (per l’orario lavorativo giornaliero superiore o pari a 6 ore, in caso di giornata lavorativa con meno di 6 ore il permesso si riduce ad un’ora) o di 3 giorni di permesso mensile, frazionabili anche in ore.

I genitori di disabili in situazione di gravità hanno facoltà di ottenere permessi in relazione all’età del figlio, se questi ha meno di tre anni, possono – sempre in maniera alternativa – beneficiare di 2 ore di permesso giornaliero o 3 giorni di permesso mensile, frazionabili anche in ore nonché del prolungamento del congedo parentale; se invece l’età del figlio disabili in situazione di gravità è compresa tra i 3 e i 12 anni o in caso di adozione entro i dodici anni dall’ingresso in famiglia del minore:3 giorni di permesso mensile, frazionabili anche in ore oltre al prolungamento del congedo parentale (il congedo parentale può essere esteso fino a tre anni laddove il minore disabile non sia ricoverato (art. 33 d,lgs n. 151/2001), vi è il diritto a un’indennità pari al 30% della retribuzione per l’intero periodo di congedo; i periodi di congedo parentale come da modifica dell’art 34 d.lgs n. 151/2001 ad opera del d.lgs n. 105/2022: “sono computati nell’anzianità di servizio e non comportano riduzione di ferie, riposi tredicesima o gratifica natalizia ad eccezione degli emolumenti connessi all’effettiva presenza in servizio, salvo quanto previsto dai CCNL di categoria” (INPS circ. n. 39/2023).

Il coniuge o parte dell’unione civile o convivente di fatto, i parenti e affini di persone disabili in situazione di gravità ed i genitori biologici o adottivi/affidatari di disabili in situazione di gravità oltre i dodici anni possono fruire di 3 giorni di permesso mensile, frazionabili anche in ore. Inoltre il comma 6 bis dell’art.33 prevede che i lavoratori che usufruiscono dei permessi di cui al comma 2 e comma 3 dello stesso articolo possono avere diritto di priorità nell’accesso al c.d. “lavoro agile” previsto dalla L. n. 81/2022 art. 18 comma 3-bis.

Al pari della domanda per ottenere i benefici della legge 104, anche per ottenere i permessi bisogna presentare telematicamente la domanda all’INPS.

La piattaforma telematica è stata aggiornata in conformità delle novità introdotte, le nuove istruzioni operative sono descritte dall’INPS nella circolare n. 39/2023; a livello pratico dunque è opportuno: accedere autonomamente tramite SPID sul portale servizio di “Invio OnLine di Domande di Prestazioni a Sostegno del Reddito” e proseguire selezionando la richiesta idonea alle proprie esigenze oppure farsi coadiuvare da intermediari abilitati come i Patronati.

Per corredare esaustivamente la domanda bisogna presentare la certificazione del medico di base, quella che attesta la disabilità in situazione di gravità rilasciata dalla commissione ASL competente o quella provvisoria ove necessario.

Articolo a cura della dott.ssa Antonella Toma, avvocata e volontaria dell’associazione Gemme Dormienti, presso la sede di Bari.

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