I geni BRCA1 e BRCA2 svolgono un ruolo fondamentale nella protezione dell’organismo, contribuendo alla riparazione dei danni al DNA che possono verificarsi naturalmente durante la divisione cellulare. Quando questi geni sono alterati da mutazioni ereditarie patogenetiche perdono la loro capacità di controllare e riparare il DNA danneggiato. Questo deficit può aumentare in modo significativo il rischio di sviluppare alcuni tipi di tumore.
Sebbene relativamente rare nella popolazione generale, le mutazioni ereditarie nei geni BRCA sono clinicamente rilevanti perché comportano un rischio elevato (alta penetranza) di sviluppare tumori:
- Tumore al seno: rischio nel corso della vita compreso tra il 50% e il 70%, variabile in base al gene coinvolto e alla popolazione di riferimento.
- Tumore alle ovaie: rischio compreso tra il 15% e il 55%, variabile in base al gene coinvolto e alla popolazione di riferimento.
Inoltre, le mutazioni BRCA possono aumentare anche il rischio, seppur in misura minore, di altri tipi di cancro, tra cui: tumore alla prostata, tumore del pancreas e tumore al seno maschile. Anche in assenza di una diagnosi di tumore, le donne portatrici di una mutazione BRCA possono adottare misure efficaci per ridurre significativamente il rischio oncologico, come:
- Chirurgia preventiva, ad esempio:
- Mastectomia (rimozione del tessuto mammario)
- Salpingo-ovariectomia (rimozione di ovaie e tube di Falloppio)
- Programmi di screening intensivo, personalizzati e regolari
Questi interventi non solo possono ridurre drasticamente la probabilità di sviluppare un tumore, ma in molti casi migliorano la sopravvivenza a lungo termine. Tuttavia, è fondamentale valutare con attenzione l’impatto di tali decisioni sulla fertilità, la salute ormonale e la qualità della vita.
Uno studio internazionale, coordinato da un team di medici italiani, ha analizzato un ampio gruppo di donne portatrici di mutazione BRCA con diagnosi di tumore al seno prima dei 40 anni. I risultati sono stati particolarmente rilevanti:
- Oltre la metà delle pazienti ha scelto di sottoporsi a uno o entrambi gli interventi chirurgici preventivi (mastectomia controlaterale e/o salpingo-ovariectomia).
- Dopo un follow-up superiore a 8 anni, è emerso che entrambe le strategie chirurgiche sono associate a un miglioramento significativo della sopravvivenza globale. Inoltre, gli interventi preventivi hanno dimostrato di limitare, in modo marcato, il rischio di sviluppare un secondo tumore al seno o un tumore ovarico.
In un’epoca di medicina sempre più personalizzata, il percorso di gestione del rischio genetico legato alla presenza di mutazione nei geni BRCA deve essere costruito su misura, con il supporto di un’équipe multidisciplinare e l’obiettivo di proteggere la salute nel lungo termine, senza trascurare gli aspetti emotivi, ormonali e riproduttivi di ogni paziente.
Articolo a cura della Dott.ssa G. Gentile (Oncologa)
BIBLIOGRAFIA
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- Average risks of breast and ovarian cancer associated with BRCA1 or BRCA2 mutations detected in case Series unselected for family history: a combined analysis of 22 studies – 2003
- Risks of breast, ovarian, and contralateral breast cancer for BRCA1 and BRCA2 mutation carriers – 2017
- BRCA Mutations and Fertility Preservation – 2023
