In occasione del Congresso ASCO 2025, che si è svolto dal 30 maggio al 3 giugno a Chicago, gli oncologi italiani hanno lanciato un appello affinché siano resi operativi i test genomici per il tumore al seno ormonoresponsivo in stadio precoce, così come previsto nei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
L’aggiornamento dei LEA è fondamentale per promuovere l’oncologia di precisione: in particolare questi esami permettono una selezione più accurata delle terapie e possono aiutare a determinare se sia necessaria la chemioterapia in aggiunta alla terapia ormonale dopo l’intervento chirurgico, evitando così cure superflue a molte pazienti.
Come già sottolineato dalla comunità scientifica, i test genomici hanno un’utilità in termini di prevenzione (validità prognostica) e anche dal punto di vista economico in quanto possono ridurre l’uso di trattamenti costosi.
La medicina personalizzata è da anni un approccio valido in termini di risultati e in grado di rivoluzionare la cura del cancro, in particolare per il tumore mammario, contribuendo al successo terapeutico in oltre il 70% delle donne in Italia.
L’innovazione diagnostica e la genomica sono in grado di migliorare il monitoraggio delle recidive, pertanto è fondamentale promuoverne l’adozione su tutto il territorio nazionale affinché non ci siano differenze regionali.
Ad oggi a seconda delle Regione di residenza sono previsti programmi di screening mammografico diversi: solo in alcune Regioni estendono i controlli ad una fascia di donne dai 45 anni.
Ad esempio nel Lazio le donne dai 50 ai 74 anni, ogni due anni, vengono invitate con una lettera personalizzata a un appuntamento prefissato per effettuare il test di screening. Le donne tra i 45 e i 49 anni non sono escluse dalla prevenzione e possono fare una mammografia gratuita ogni due anni solo che non ricevono una lettera di invito, ma possono chiedere al loro medico curante una specifica impegnativa con esenzione.
Attualmente sono anche in fase di studio nuovi esami del sangue per la rilevazione precoce di alcuni tumori ma è importante precisare che ancora non possono essere considerati risolutivi nel processo di diagnosi di carcinoma.
