Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) e correlazione con la nutrizione

Oct 31, 2025

La sindrome dell’ovaio policistico è un disturbo endocrino-metabolico molto comune nelle donne in età fertile. Le sue caratteristiche principali includono:

  • iperandrogenismo (alti livelli di ormoni maschili);
  • alterazioni del ciclo mestruale, ovulazione irregolare o assente;
  • presenza di cisti ovariche visibili all’ecografia in molti casi;
  • spesso resistenza all’insulina, che può condurre a iperinsulinemia e aumentato rischio metabolico (sovrappeso/obesità, diabete tipo 2, dislipidemie).

Dato che l’insulino-resistenza e l’eccesso di peso aggravano molto i sintomi (metabolici e riproduttivi), la dieta diventa uno degli strumenti principali di intervento. Non è solo questione di perdere peso: anche la qualità dei nutrienti (che tipo di carboidrati, grassi, proteine) sembra avere un ruolo.

Evidenze scientifiche recenti:

I risultati più rilevanti emersi in studi recenti riguardo a interventi nutrizionali su PCOS mostrano queste evidenze:

  1. Dieta a basso indice glicemico (GI)
    • Un trial randomizzato con 37 donne con PCOS e anovulazione ha confrontato la dieta a basso GI con la dieta a GI “normale” per 3 mesi: con la dieta a basso GI c’è stato un aumento significativo dei cicli ovulatori. (Effect of a low glycemic diet in patients with polycystic ovary syndrome and anovulation – a randomized controlled trial- 2016)
    • Una revisione sistematica mostra che diete LGI (a basso GI) migliorano vari parametri: resistenza insulinica (HOMA-IR), insulina a digiuno, colesterolo totale, LDL, trigliceridi, circonferenza vita e testosterone totale. (The Role of Lifestyle Interventions in PCOS Management: A Systematic Review- 2025)
  2. Perdita di peso indotta da dieta
    • Una meta-analisi (11 studi, n = 323) ha trovato che la perdita di peso attraverso la dieta porta ad una significativa riduzione di marcatori infiammatori (CRP, IL-6, TNF-α) e miglioramento dell’iperandrogenismo, con aumento di SHBG (sex-hormone binding globulin). (The Impact of Diet-Induced Weight Loss on Inflammatory Status and Hyperandrogenism in Women with Polycystic Ovarian Syndrome (PCOS)-A Systematic Review and Meta-Analysis- 2024)
    • Anche i parametri di gonadotropine e altri ormoni sessuali migliorano con la perdita di peso. (Dietary Modification for Reproductive Health in Women With Polycystic Ovary Syndrome: A Systematic Review and Meta-Analysis- 2021)
  3. Dieta chetogenica (low-carb / very low carb / ketogenic diet, KD)
    • Un’analisi sistematica e meta-analisi su donne con PCOS in sovrappeso/obese ha mostrato che la dieta chetogenica può ridurre in modo significativo peso, BMI, circonferenza vita, massa grassa rispetto a diete di controllo. (Effects of ketogenic diet on weight loss parameters among obese or overweight patients with polycystic ovary syndrome: a systematic review and meta-analysis of randomized controlled trails- 2024)
    • Sono stati osservati miglioramenti anche nei marcatori metabolici (insulina, HOMA-IR) e ormonali.
    • Tuttavia, la durata degli studi è spesso breve, quindi non si sa ancora molto sugli effetti a lungo termine né sugli eventuali rischi/vantaggi nel lungo periodo.
  4. Altre diete comparative e approcci generali
    • Una recente network meta-analysis ha confrontato vari tipi di dieta: tra queste diete, la DASH diet risulta particolarmente efficace per migliorare la resistenza insulinica, la glicemia a digiuno, l’insulina, e i trigliceridi. (Ranking the dietary interventions by their effectiveness in the management of polycystic ovary syndrome: a systematic review and network meta-analysis- 2024)
    • La dieta ipocalorica in generale è importante per perdere peso, migliorare profilo ormonale, etc.
    • La durata dell’intervento conta: interventi più lunghi tendono a dare miglioramenti più sostenibili sia sui sintomi metabolici sia su quelli riproduttivi. (Dietary Modification for Reproductive Health in Women With Polycystic Ovary Syndrome: A Systematic Review and Meta-Analysis- 2021)

Quali sono gli elementi nutrizionali da considerare

Sulla base di queste evidenze, di seguito vediamo cosa dovrebbe includere (o evitare) una dieta mirata al miglioramento della PCOS:

ComponenteCosa favorireCosa limitare
Apporto calorico / peso corporeoDeficit calorico moderato se sovrappeso/obeso; perdita di peso del 5-10% può portare a miglioramenti significativi su metabolismo, ormoni, ovulazione.Diete troppo restrittive o diete yo-yo possono essere controproducenti.
Carboidrati– Carboidrati complessi: cereali integrali, legumi, frutta, verdura. – Indice glicemico e carico glicemico bassi/moderati.
– Distribuzione regolare durante la giornata per evitare picchi glicemici.
Carboidrati raffinati: zuccheri semplici (dolci, bibite zuccherate), farine raffinate, snack/generi ultra-processati.
ProteineProteine magre (pesce, pollame, legumi), anche per effetto termogenico e per favorire sazietà, preservare massa magra durante la perdita di peso.Eccessi di proteine animali ricche in grassi saturi non sono ideali; bisogna bilanciare la qualità.
GrassiGrassi insaturi (mono- e poli-insaturi): olio d’oliva, noci, semi, pesce ricco in omega-3. Gli omega-3 possono aiutare con infiammazione e profilo lipidico.Evitare grassi saturi in eccesso, grassi trans; limitare alimenti fritti, margarine idrogenate, carni processate grasse.
Fibra alimentareAlto contenuto di fibre: frutta, verdura, cereali integrali, legumi. Aiuta a modulare glicemia e insulina, favorire sazietà.Pasti poveri di fibra, pochi vegetali, eccesso di zuccheri semplici.
Frequenza e distribuzione dei pastiPasti regolari, evitare lunghi digiuni, porzioni equilibrate per evitare picchi insulinici.Saltare pasti con eccessi dopo, pasti abbondanti ad alto carico glicemico.
Altri nutrienti / fattoriAdeguata assunzione di vitamine e minerali; buon equilibrio idrico; promuovere microflora intestinale sana con fibre, probiotici se necessario.Diete monotone, carenze, eccesso di alimenti pro-infiammatori (zuccheri aggiunti, oli vegetali ossidati, alimenti ultra-processati).

Limiti, criticità e aree da approfondire

  • Sostenibilità: molte delle diete efficaci nei trial (es. dieta chetogenica) sono seguite per tempi relativamente brevi; non è chiaro se mantenere i benefici a lungo termine sia fattibile o sicuro.
  • Individualizzazione: ogni donna con PCOS può avere presentazioni diverse (normopeso vs sovrappeso, maggiore componente insulinica, differente grado di iperandrogenismo, desiderio di gravidanza, etc.). È importante che l’intervento nutrizionale sia personalizzato.
  • Comportamento, stile di vita correlati: la dieta va spesso accompagnata da attività fisica regolare, miglioramento del sonno, riduzione dello stress, che hanno tutti effetti positivi su insulina e ormoni.
  • Ricerca su micronutrienti e su componenti specifici (es. inositoli, vitamina D) continua ad essere incerta o preliminare, quindi non si possono fare raccomandazioni definitive.

Conclusione

L’approccio nutrizionale è essenziale nella gestione della PCOS: non solo per perdere peso, ma per migliorare la sensibilità insulinica, abbassare i livelli di androgeni, regolarizzare l’ovulazione, migliorare il profilo metabolico e ridurre l’infiammazione.

Le evidenze attuali suggeriscono che le diete a basso indice glicemico insieme a un deficit calorico moderato, sono tra gli interventi più efficaci.

Articolo a cura Dott.ssa Greta Taccon – Biologa nutrizionista per la sede operativa di Bari di Gemme Dormienti ETS