Recenti studi sul rapporto tra caffeina e fertilità dimostrerebbero che la caffeina non è dannosa per la fertilità, purché venga consumata con moderazione.
Il primo ottobre si è celebrata la Giornata internazionale del caffè, un appuntamento istituito nel 2015 dalla International Coffee Organization (ICO) e lanciato in occasione dell’EXPO di Milano con le associazioni del caffè da tutto il mondo.
L’articolo di questo mese è dedicato al caffè, un prodotto conosciuto ovunque e ai primi posti nella commercializzazione internazionale. È originario dell’Etiopia e come uso alimentare fu scoperto da alcuni pastori i quali notarono che le loro capre diventavano più energiche dopo aver mangiato le bacche di caffè.
Che cos’è il caffè?
Il caffè è una bevanda ottenuta dalla torrefazione, macinazione ed estrazione dei semi di una pianta del genere Coffea .
Ne esistono numerose specie, alle quali corrispondono le diverse varietà di caffè, ma le più diffuse in commercio sono l’arabica e la robusta. Con la sua polvere si possono preparare diverse tipologie di caffè: caffè espresso, caffè preparato con la moka, caffè americano, caffè alla turca.
Curiosità:
Lo sapevate che nel 1991 IARC classificava il caffè come sostanza probabilmente cancerogena per l’uomo? Fortunatamente la ricerca va avanti ed oggi viene classificato come fattore protettivo per alcune forme di tumori (ad esempio i tumori al fegato, ma studi sono ancora in corso per averne la certezza assoluta).
Ha proprietà antiossidanti per la presenza di polifenoli, che sono i responsabili del suo sapore amaro. Inoltre il caffè ha un effetto stimolante sulla secrezione gastrica ed è consigliato in caso di dispepsia (difficoltà nel digerire), aumenta la produzione di bile e velocizza lo svuotamento gastrico, inoltre stimola il sistema nervoso centrale, riducendo la sensazione di sonno e aumentando la sensazione di benessere.
Quando è sconsigliato?
Il suo consumo è sconsigliato da chi fa uso di farmaci per l’osteoporosi a base di alendronato perché interferisce con il suo assorbimento e può limitare il potere d’azione degli integratori a base di ferro.
Il caffè è da evitare se si soffre di tachicardia, gastrite, reflusso gastroesofageo e insonnia.
È quindi consigliato il parere del medico per avere indicazioni più precise in base al proprio quadro clinico.
Scontato, ma è sempre bene ripeterlo, non deve essere bevuto dai bambini.
Le sue caratteristiche nutrizionali:
Teniamo presente che la quantità di riferimento è sempre per 100 grammi di prodotto edibile, ma per una tazzina di caffè ci vogliono circa 6 – 7 grammi di polvere.
Su 100 grammi di caffè troviamo:
- 287 kcal
- 4 g di acqua
- 10 g di proteine
- 15 g di lipidi
- 28 g di carboidrati
- 130 mg di calcio
- 4 mg di ferro
- 1-2 g di caffeina
Caffeina, conosciamola meglio
È una sostanza alcaloide stimolante (serie di composti organici contenenti azoto, biogenici cioè di origine biologica, più spesso di origine vegetale) che è presente in alimenti come il caffè, il té, il cacao e il guaranà. Possiamo senz’altro affermare che caffè e tè fanno parte delle abitudini alimentari più comuni, già a partire dalla prima colazione, entrambi sono ricchi di antiossidanti, idratanti e possono contribuire alla salute metabolica.
In particolare la caffeina è capace di stimolare il sistema nervoso centrale, diminuendo la sensazione di sonno,perché viene assorbita velocemente dall’intestino e interagisce con i recettori presenti nella barriera emato-encefalica, ed è proprio per questo che viene considerata una sostanza psicoattiva.
Caffeina e fertilità:
Numeri studi sono stati condotti, e altri ancora in corso, sul rapporto caffeina e fertilità ed è emerso che questa sostanza non è dannosa per la fertilità purché venga consumata con moderazione.
Questi studi hanno messo in evidenza che alte dosi di caffeina possono portare ad un aumento di tempo per concepire, sia nei maschi che nelle femmine.
C’è una dose raccomandata? Circa 200-300 mg, cioè due o tre caffè al giorno.
Quando è sconsigliata?
Durante la gravidanze e durante l’allattamento in quanto può ritrovarsi nel latte materno.
