La dieta mediterranea: la nutrizione come prevenzione

Nov 22, 2024

La dieta mediterranea ricalca i modelli alimentari tipici di alcune regioni del Mediterraneo, come il sud Italia, Grecia, Spagna e anche i paesi del Nord Africa.

È caratterizzata dall’abbondanza di alimenti vegetali (come frutta e verdura fresca e secca), cereali, presenta un basso contenuto di acidi grassi saturi, mentre è ricca di acidi grassi polinsaturi dati prevalentemente dall’olio di oliva. Nel novembre del 2010 è stata riconosciuta dall’Unesco come patrimonio culturale e immateriale dell’Umanità.

Alla base della dieta mediterranea troviamo la piramide alimentare, un grafico ideato dal Dipartimento Statunitense dell’Agricoltura nel 1992 (ne esistono altre versioni) per illustrare i consigli che dovrebbero essere seguiti per mantenere un’alimentazione equilibrata. È divisa orizzontalmente, dalla base verso il vertice, in diversi settori, ciascuno contiene vari tipi di alimenti e la frequenza/quantità relativa con cui dovrebbero essere consumati.

Dieta mediterranea e ambiente

Il modello alimentare mediterraneo, oltre ad essere salutare per le persone, è ideale anche per l’ambiente.

Dai risultati di un recente studio (Baudry J, et al. Sustainability analysis of the Mediterranean diet: results from the French NutriNet-Santè Study. British Journal of Nutrition. 2023: 1-42.) è emerso che la maggior aderenza alla dieta mediterranea si associa a una riduzione del 35% del consumo di suolo e a un calo del 15% delle emissioni di CO2. Inoltre, la qualità nutrizionale era più alta rispetto alla cosiddetta dieta occidentale (western diet). Questo per il minor impiego di risorse naturali, per la stagionalità, la biodiversità e una maggiore consapevolezza alimentare.

La dieta mediterranea è la migliore scelta in termini di prevenzione di diverse malattie croniche, tra cui i tumori.

La validazione scientifica della dieta mediterranea è passata attraverso il fisiologo statunitense Ancel Keys, che nel secondo dopoguerra notò che gli adulti di una piccola zona del Cilento avevano una bassa incidenza di malattie croniche (cardiovascolari, diabete e tumori). Le prime ricerche dimostrarono che l’adesione alla dieta mediterranea riduceva l’incidenza di patologie gravi e la mortalità.

Questo perché? Perché la scelta della dieta mediterranea è utile non solo a scopo preventivo, ma anche per affrontare quella fase “nuova” che corrisponde alla vita dopo la malattia.

1 dieta mediterranea

Dieta mediterranea e incidenza del cancro

Il cancro è una malattia multifattoriale con fattori modificabili (come abitudini alimentari, fumo, attività fisica, ecc.) e non modificabili (come età, genere, etnia e familiarità). Sappiamo che circa un terzo dei casi di cancro si potrebbe prevenire con comportamenti e abitudini modificabili (inclusa la dieta) e sono almeno 12 i tumori associati all’aumento di peso e obesità (stomaco, colon-retto, mammella, pancreas, fegato, ovaio, rene, prostata, cervice). Lo studio dei fattori di rischio e del loro ruolo nella prevenzione oncologica è l’oggetto dell’attività del Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro (WHCRF), che ha istituito queste raccomandazioni.
In questo studio si è potuto dimostrare come la dieta mediterranea abbia un effetto protettivo su diversi tumori, ad esempio mammella e colon retto, per la presenza di pesce, fibre, frutta, vegetali, Vit. B2, B6, Vit. D e C, E.

2 dieta mediterranea

In un altro recente studio (Ahmad S, Moorthy MV, Lee IM, et al. Mediterranean Diet Adherence and risck of all-Cause Mortality in Women. JAMA Netw Open. 2024; 7 (5)), condotto per 25 anni su 26000 donne, è emerso che una maggiore aderenza alla dieta mediterranea riduce del 23% il rischio di mortalità nelle donne.

L’AIRC afferma che in Italia circa 6 pazienti su 10 sono vivi dopo 5 anni da una diagnosi di cancro, e in alcuni casi oggi possono essere considerati guariti. Dunque, è fondamentale la prevenzione ed è importantissimo sottoporsi a controlli periodici in ogni fase della propria vita, a prescindere dall’età (ad es. l’ecografia, la mammografia, pap-test, HPV-test, colonscopia, PSA-test, ecc.)

Durante il convegno abbiamo parlato anche dell’Ottobre Rosa, la campagna «Nastro Rosa» che nasce in America negli anni ’90, ma si è diffusa ovunque, tanto che oggi viene promossa in numerose nazioni. Dal 1° al 31 ottobre associazioni di tutto il mondo si mobilitano per sostenere l’importanza dello screening per la diagnosi precoce del tumore al seno. Il nastro rosa o nastro della consapevolezza è utilizzato per dichiarare il proprio sostegno alla causa e promuovere la sensibilizzazione.
In conclusione si può dunque affermare che la dieta mediterranea è il miglior regime dietetico sotto tutti i punti di vista, soprattutto in termini di prevenzione.

Come diceva Feuerbach «noi siamo ciò che mangiamo» e una sana alimentazione non si costruisce né si recupera, in un giorno o in una settimana, ma è il risultato del mantenimento costante di abitudini alimentari, accompagnate da uno stile di vita sufficientemente attivo.

Bibliografia

Estratto dalla relazione a cura Dott.ssa Greta Taccon – Biologa nutrizionista per la sede operativa di Bari di Gemme Dormienti ETS – che è stata presentata in occasione del convegno che si è svolto, lo scorso 25 ottobre 2024, a Rutigliano (BA) dal titolo “Prevenzione e Benessere. Le nuove frontiere dell’alimentazione consapevole tra diritto e scienza”.