L’importanza della nutrizione durante le terapie oncologiche

Nov 15, 2023

Una corretta alimentazione

A scuola ci insegnano che l’essere umano si compone di carne, ossa, organi e tutto un insieme di elementi che, combinati tra loro, danno vita alla straordinaria macchina che siamo tutti noi, donne e uomini.
Ma non siamo solo questo; siamo chimica e la nostra diversa composizione influenza il nostro stato di salute, mentale e fisico.
Nel ciclo di vita dell’essere umano diversi sono gli elementi in grado di contribuire ad uno stato di benessere più o meno prolungato. Tra i tanti l’alimentazione si posiziona al primo posto, definendo l’organismo come “in salute”, anche nel caso d’insorgenza di una patologia importante come quella oncologica.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce la salute come uno “stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente come l’assenza di malattia o infermità”. Non si può parlare di buona salute se la nutrizione non è adeguata.
Un’alimentazione non corretta, laddove è accompagnata da un consumo eccessivo di alcool e/o alimenti grassi e nessuna attività fisica, rappresenta un fattore di rischio per l’insorgenza di malattie croniche come le neoplasie. Al contrario una corretta alimentazione, con il fine di mantenere o di portare il paziente ad un opportuno stato nutrizionale, può contribuire ad una migliore compliance del trattamento, per tale ragione è necessario incoraggiare un adeguato percorso nutrizionale.

Il significato di terapia oncologica (es. chemioterapia e radioterapia)

Quando il nostro organismo si ammala è bene supportarlo durante tutto il percorso con adeguate terapie; in caso di patologie oncologiche troviamo la risposta nella chemioterapia e radioterapia. Cosa sono esattamente?
Dal sito del AIRC si legge: La chemioterapia figura tra le più comuni cure farmacologiche utilizzate contro il cancro e consiste nella somministrazione di una o più sostanze capaci di aggredire le cellule che si moltiplicano più rapidamente, in particolare quelle cancerose. Obiettivo della chemioterapia è eliminare definitivamente la malattia, ridurre il volume della massa tumorale, prevenire un’eventuale ricaduta, prolungare la sopravvivenza o ritardare la progressione della malattia, alleviare i sintomi provocati dalla massa tumorale e preparare l’organismo a un trapianto di midollo osseo o di cellule staminali.
La radioterapia è un trattamento con radiazioni ionizzanti, in genere i raggi X, utilizzato nella cura dei tumori. La terapia è localizzata, non invasiva e indolore, ed ha come scopo la morte delle cellule del tumore attraverso l’utilizzo di radiazioni di elevata energia chiamate radiazioni ionizzanti.

Il ruolo dell’alimentazione durante il percorso oncologico

Le neoplasie sono la seconda causa di morte, sia secondo le statistiche internazionali che quelle europee, e sono patologie in costante crescita.
Le alterazioni dello stato nutrizionale sono altamente prevalenti nei malati oncologici e la malnutrizione è considerata “malattia nella malattia”, con cui si stima convivano circa 33 milioni di persone in Europa con patologie croniche e oncologiche.
Secondo l’OMS, su 10 milioni di persone che hanno sviluppato il cancro, 3 o 4 milioni avrebbero potuto evitare la patologia attenendosi a un modello nutrizionale più salutare: in particolare, è imputabile all’errata alimentazione il 66-75% dei casi di cancro gastrico o colon-rettale, il 33-50% di quelli mammari, il 20-33% di quelli polmonari e il 10-20% di quelli prostatici.
I pazienti oncologici risultano essere quelli che presentano più frequentemente problemi nutrizionali. Tra i pazienti neoplastici che perdono peso corporeo, il 20-30% muore per le conseguenze dirette ed indirette della malnutrizione.
Nel paziente oncologico la malnutrizione sia per perdita di peso che per eccesso, nelle sue diverse forme, ha un impatto negativo sulla prognosi, sulla risposta e tolleranza ai trattamenti e sulla qualità di vita.

Obiettivi della giusta terapia nutrizionale:

  • prevenire e trattare la malnutrizione;
  • incrementare e ottimizzare gli effetti della terapia antitumorale;
  • diminuire gli effetti collaterali della terapia antitumorale;
  • migliorare la qualità della vita;
  • prevenire complicanze delle terapie antitumorali e chemioterapiche come obesità, sovrappeso, calo ponderale e sindrome metabolica.

Si reputa necessario che la valutazione nutrizionale debba essere fatta all’inizio della terapia, durante i controlli e successivamente, anche nella fase di follow-up.

Cosa mangiare?

Partendo dal presupposto che non tutti i pazienti oncologici presentino necessariamente anche difficoltà nutrizionali, il supporto alimentare è fondamentale affinché durante il periodo interessato si raggiunga il fabbisogno calorico suddiviso tra carboidrati, grassi e proteine e il giusto quantitativo di sali minerali e vitamine.
Durante le terapie si possono verificare alcuni effetti collaterali come nausee, vomito, inappetenza, alterazioni della mucosa della bocca e della mucosa olfattiva.
In questi casi può essere utile:

  • consumare pasti leggeri il giorno prima della chemioterapia;
  • consumare più pasti durante la giornata, frazionare i 3 pasti principali in 5 – 6 pasti e distribuirli durante il giorno;
  • masticare molto bene e lentamente;
  • prediligere pasti dalla consistenza “asciutta”
  • dare la preferenza a cibi più graditi;
  • ricordarsi di bere, distribuire il proprio fabbisogno durante tutta la giornata e non solo ai pasti;
  • ascoltarsi: se non si ha fame, non bisogna costringersi, si mangerà più tardi.

E la Fatigue?

La fatigue è un effetto che può manifestarsi durante il percorso oncologico: il/la paziente avverte una sensazione di estrema debolezza e stanchezza. Questa astenia potrebbe dipendere da un’anemia importante ed è per questo che la prima cosa da integrare nella dieta è il ferro, attraverso l’assunzione di integratori e cibi ricchi di questo minerale, come la carne e le uova, ma anche i legumi, la soia e la frutta a guscio come mandorle e noci.
Per facilitarne l’assorbimento, quando si consumano alimenti di origine vegetale, è consigliato l’uso di vitamina C come il succo di un limone.

Alimenti consigliati

Frutta e verdura di stagione

Frutta e Verdura di stagione vanno sempre consumati perché sono alimenti ricchi di vitamine, sali minerali e antiossidanti.
Capitolo a parte per alcuni frutti e la loro interazioni con i farmaci: fino a qualche anno fa, si sconsigliava l’utilizzo del succo di pompelmo, ora non è più l’unico agrume “colpevole”.
Da uno studio emerge che il succo del pompelmo, oltre a limitare la biodisponibilità della fexofenadina, compromette la funzione della naringina ed esperidina (due flavonoidi contenuti nel succo di tutti gli agrumi) che inibiscono l’azione delle proteine di trasporto necessarie per veicolare il passaggio del farmaco dal lume intestinale ai vasi.
Un altro esempio è la levotiroxina, uno studio mostra come la vitamina C, che dovrebbe limitarne la biodisponibilità, possa al contrario aumentarne l’assorbimento.
Questo ci dimostra che ci sono molti altri studi da portare avanti e che l’interferenza agrumi-tiroxina molto probabilmente è da tenere sotto controllo.

Alimentazione durante le terapie oncologiche

Durante il percorso oncologico è opportuno, in caso di effetti collaterali, modificare alcuni comportamenti alimentari.

Introdurre il giusto apporto di fibra, con il consumo di cereali integrali come il riso, farro e la quinoa e preferire prodotti a base di semola di grano duro.
La fibra è consigliata soprattutto in caso di stipsi, oltre a migliorare e a regolarizzare il transito intestinale, poiché ha un’azione antinfiammatoria.
È sconsigliato – o comunque si consiglia di limitarne il consumo – in caso di gonfiore o di disturbi intestinali, come ad esempio in presenza di diarrea.

Proteine magre

Esse hanno il compito di sviluppare e mantenere la nostra massa magra, ovvero i muscoli.
Preferire le fonti proteiche altamente digeribili e magre come il pollo, pesce, legumi che sono da prediligere rispetto alle carni rosse e ai prodotti processati (ad esempio gli affettati o insaccati).
Favorire alimenti di origine vegetale come i legumi, consumandoli sotto forma di passati o creme per contrastare il fastidio del gonfiore addominale.
Se presente diarrea va assolutamente limitato il consumo di prodotti lattiero caseari o vanno consumati quelli privi di lattosio.

Grassi

Preferire gli omega 3, presenti in semi oleosi (ad esempio semi di lino, chia, canapa), l’olio di oliva, la frutta secca (noci) e il pesce (in particolare salmone, sgombro e alici) che hanno un’azione antinfiammatoria.
Limitare o evitare il più possibile i grassi trans che derivano da prodotti industriali come ad esempio le margarine e i grassi saturi presenti nel burro, nello strutto, nella panna e nei formaggi grassi.

Carne rossa e carni lavorate

Carne di manzo, maiale e prodotti di loro lavorazione, come salumi e insaccati, sono da evitare.
Alimenti raffinati e zuccheri in eccesso sono altrettanto da evitare: questo perché, avendo un alto indice glicemico, portano alla stimolazione dell’insulina che potrebbe determinare, oltre a tenere alta, l’infiammazione cronica e di conseguenza un rischio per la proliferazione di cellule tumorali.

Bevande

Alcol, bevande gassate ricche in zuccheri e bevande ricche di sostanza nervine (caffè) sono da evitare.

Spezie

Se durante la terapia oncologica, si sviluppano irritazioni alle pareti della bocca, o della parete intestinale, le spezie soprattutto quello piccanti, possono peggiorare la situazione.

In caso di nausee, si consiglia molto spesso lo zenzero che non deve comunque superare la dose di 0,5-2 grammi, come polvere sotto forma di integratore erboristico, reperibile in farmacia o erboristeria.

È sconsigliato il suo utilizzo se si prendono farmaci contenenti nifedipina, farmaci anticoagulanti/fluidificanti del sangue (es. warfarin, dabigatran, ticlopidina ecc.), antinfiammatori non steroidei (es. acido acetilsalicilico, ibuprofene), farmaci per abbassare il glucosio nel sangue, tacrolimus e ciclosporina.

Potrebbero infatti manifestarsi effetti indesiderati o variazioni nell’efficacia di questi farmaci.

Bibliografia

Ministero della Salute
Istituto Superiore della Sanità
Associazione Medici Endocrinoologici
Rivista della Società Italiana di Medicina Generale n. 3 giugno 2011 – nutrizione nel paziente oncologico
AIRC
Fondazione Veronesi
Cro (Centro riferimento Oncologico) di Aviano
Informazione sui farmaci
healthy.thewom.it

Articolo a cura della Dott.ssa Eugenia Cortesi, biologa nutrizionista e referente dell’area nutrizione dell’associazione Gemme Dormienti. Realizzato grazie al contributo di Ferring Italy.

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